Tra i vini liquorosi troviamo il Porto! In quest’articolo andiamo a comprendere le sue origini e le sue caratteristiche. A chi fosse sfuggita l’introduzione che trattava di cosa sono e come si definiscono i vini liquorosi può rileggere il seguente articolo “Vini liquorosi: origini e definizione”.

 

Le origini del Porto

 

Le origini del Porto, come per lo Sherry e per il Marsala, sono riconducibili ai commerci istituiti dagli inglesi per la consumazione del vino presso di loro club esclusivi e cerchia sociali della borghesia e nobiltà dell’epoca. 

Si risale all’antica Roma per i primi vini Porto, tuttavia sarebbe solo attorno al 1200 che questo vino varcherà il confine nazionale di origine.

Con le guerre tra francesi e inglesi molte delle importazioni di vino da Bordeaux causarono problemi e furono motivo di ricerca di altri vini in mercati differenti.

 

 

L’inizio del commercio del Porto all’estero 

 

Tutto ebbe inizio con il commerciante Lord Methuen, che stipulò un accordo commerciale con il Portogallo per importare i vini prodotti nella valle Douro in terra inglese, portandoli ad essere apprezzati nelle corti Reali.

Inizialmente il commercio del Porto dal Portogallo all’Inghilterra subì notevoli problemi, poichè essendo in viaggio lungo il vino non riusciva a mantenere la durata della trasferta ed arrivava compromesso alle corti inglesi. Si decise così di fortificare il vino con l’uso del Brandy, per arrestare la fermentazione in atto e lasciare un minimo residuo zuccherino naturale. Con questo stratagemma si bloccava la fermentazione quando raggiungeva i 6° alcolici.

Il Porto ebbe finalmente un notevole successo tra i palati degli inglesi che stabilirono una fiorente relazione commerciale con il Portogallo.

La storia ci evidenzia tale successo del Porto anche attraverso i principali produttori di questo vino che portano cognomi di origine inglese, come: Cockburn, Croft, Graham, Osborne. 

 

Valle di Douro

 

 

Il grande successo del Porto in Inghilterra 

 

Il Porto per molti anni, e forse ancora oggi, rimase sulle tavole imbandite degli inglesi durante le grandi occasioni come vino da dessert bevuto dagli ufficiali della Royal Navy e della Raf, per brindare alla vittoria del paese e alla Regina. 

 

Fu usato anche a scopi medici!

 

Parrebbe che questo vino, grazie alla sua struttura alcolica e alla presenza zuccherina, fosse ulteriormente usato anche per scopi medici, per curare la debilitazione e l’inappetenza. Alcuni documenti medici dimostrarono che tale vino venisse prescritto come ricostituente alla fine di una malattia o addirittura come medicina stessa, in una dose consigliata pari ad una bottiglietta al giorno.

 

 

Le caratteristiche del Porto:

 

Il vino Porto, come anticipato all’inizio dell’articolo, viene prodotto a nord di Oporto, nell’alta valle di Douro. I principali vitigni di produzione sono: il Bastardo, vitigno a bacca nera più utilizzato,il Touriga nacional, il Touriga francesa, il Tinta barroca e il Tinta ruiz.

 

 

Il mosto per la produzione del Porto viene fatto fermentare a 30° C e quando raggiunge il 6-7% del volume viene addizionato di Brandy o alcol di origine vitivinicola, in modo da bloccare la fermentazione. 

 

Quali sono le classificazioni del Porto?

 

Esistono vari tipologie di Porto, eccole descritte qui di seguito: 

 

  • Porto Vintage: millesimato, da 2 anni in botte fino a 20 in bottiglia.
  • Fine Old Tawny: con 20 anni di riposo in botte.
  • Porto Bianco: con 18 mesi in acciaio, presentandosi così più delicato e secco.
  • Ruby: un blended imbottigliato dopo meno di 1 anno in botte, un Porto giovane, vivace, rubino e molto fruttato.
  • Fine Old Ruby: un blended, imbottigliato dopo circa 4 anni in botte più evoluto, risulta essere morbido e speziato.
  • Late Bottled Vintage: con uve di un’unica vendemmia che prevede un invecchiamento in botte dai 4 ai 6 anni.
  • Tawny: con 10 anni di invecchiamento in botte.

 

 

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