Che bel risveglio oggi, con la mente sono volata in Giappone… Tradizioni antiche, pace, sorrisi, culture diverse, persone diverse: ma cosa ci faccio qui?

Oggi vorrei parlare del sake! Il SAKE è una bevanda alcolica tipica del Giappone, che deriva dalla fermentazione del riso. In giapponese il sake si chiama “nihonshu”, tradotto letteralmente come “liquido alcolico”.

Circa nel 5000 a.C il sake ha origine in Cina con la coltivazione del riso. Mancando il processo di maltazione, inizialmente il sake veniva prodotto tramite la masticazione, ovvero con gli enzimi presenti nella saliva si riusciva a fermentare il riso masticato. Questa pratica fu usata per anni. Oggi invece il sake viene prodotto attraverso la fermentazione di una tipologia speciale di riso, non adatta alla alimentazione, poichè scarseggia di lipidi e proteine. Il riso viene trattato delicatamente con acqua, evitando di far rompere i chicchi o di farli ossidare. Il riso viene lasciato in fermentazione dai 5 ai 7 giorni. Poi passa alla successiva fermentazione, con una temperatura di circa 4 gradi per 1 settimana e poi si alza a circa 15-20 gradi e si lascia per circa 2-3 settimane. Il risultato è un mosto chiamato “Moromi” che viene filtrato per “precipitazione” per pulirlo. La produzione assomiglia a quella della birra, con la fermentazione dei lieviti e dei cereali.

 

 

 

 

Come degustarlo?

 

Sono dal giapponese a cena questa sera e vorrei tanto accompagnare il sushi con un buon bicchiere di sake… Ma prima di vivere questa esperienza penso che andrò a leggere come posso consumarlo! 🤔

Una volta che il sake è stato prodotto è necessario consumarlo fresco, per non disperdere i suoi aromi. Da quando viene imbottigliato il sake inizia a perdere i profumi, quindi prima si beve prima sarà un buon prodotto. Si può degustare sia caldo sia freddo. Normalmente i ristoranti giapponesi prima di servire il sake ai propri clienti, dovrebbero immergere la bottiglietta dell’alcolico in acqua bollente a 40° gradi e servire il fermentato alla corretta temperatura di 36.8°, questo calore consente al prodotto di sprigionare tutti i suoi aromi. Tanti sake invece vengono serviti freddi, come i vini aromatici bianchi.

Stasera posso accompagnare questo fermentato a diversi piatti giapponesi, come la tempura, il sashimi, il sushi, l’udon. In alternativa posso provare ad assaggiarlo come digestivo di fine pasto…

 

 

 

 

E tu, hai mai provato il sake? Che abbinamenti hai fatto? 

 

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