“Il 73% dei millennials si è detto disposto a spendere di più per un prodotto se realizzato da un brand sostenibile“ questo è quello che riporta Neilsen Global Corporate Sustainability nel Report del 2015.

 

Stop alla plastica! Sono tanti i materiali ancora non scoperti, oggi poco impiegati, che potrebbero andare a sostituire l’utilizzo della plastica nei drink. 

 

Diversi, seppur ancora pochi, sono gli esempi di società che si stanno attivando per realizzare prodotti ecosostenibili per la salvaguardia del nostro pianeta. Un esempio è la società Diageo che si sta impegnando a favore dell’utilizzo esclusivo di plastica ampiamente riciclabile, con un obiettivo da attuare entro il 2025. Anche che Ketel One, che svolge un ruolo guida nell’ispirazione per i barman, si sta operando per raggiungere il medesimo obiettivo.

 

Tim Philips-Johansson, membro di World Class Club, ha affermato:

 

“Oggi la sostenibilità è un tema centrale per i barman. Desideriamo il meglio per i nostri clienti e per l’ambiente in cui viviamo. La cosa può sembrare strana, poiché vendiamo alcool per vivere, ma in realtà non lo è. Vogliamo che i nostri clienti e il nostro mondo siano più sani. Ciò significa prendere decisioni consapevoli non soltanto per offrire alle persone alcool migliore, ma anche per influenzare la direzione che il pianeta sta prendendo”.

 

Durante la Diageo Reserve World Class 2018, la gara di bartending internazionale istituita da Diageo, i bartender più importanti del pianeta hanno mostrato una piena comprensione ed attenzione verso i delicati temi della sostenibilità nel comparto mixology, attuando tecniche e strategie per non buttare via niente ed eliminando il più possibile materiali inquinanti. Un esempio? Ecco un drink eco sostenibile proposto in gara: 

 

 

 

Ricetta

1,50 oz | 45 ml vodka Ketel One (produzione familiare, selezionata fra le migliori)

0,50 oz | 15 ml vermut rosso Belsazar (senza zuccheri aggiunti, solo vini tedeschi dolci)

0,50 oz | 15 ml liquore alla banana premium (versione homemade fatta utilizzando una base di Ketel One unendo miele, vodka e acqua, realizzato sous vide con banane mature riciclate in infusione)

2,00 oz | 60 ml caffè infuso a freddo (caffè locale utilizzato per sciroppi, liquori e come fertilizzante dopo l’infusione a freddo. Senza spreco di calore né di energia.)

2 dash | 2 ml amari sudamericani Moondog (con alcol di frutta riciclata)

 

 

E’ un’elegante rivisitazione del classico Ketel Espresso, miscelato con vermut rosso di alta qualità e bitter sudamericani Moondog.

 

Quali azioni concrete adottare per essere sostenibili quando si elabora un cocktail?

 

Per prima cosa diciamo “addio alla plastica”!  A Torino, ad esempio, è nato un progetto di crowdfunding chiamato “Plastic Free Movida” che coinvolgerà l’intera città. Si andranno così ad eliminare i bicchieri di plastica, sostituibili con tanti altri materiali, per esempio il vetro è già più sano, in alternativa esiste anche il bambù o la plastica biodegradabile, ancora in fase di sperimentazione.

 

 

In America sono già avanti, hanno creato infatti il Loliware, il bicchiere che si mangia, fatto di una base di gelatina (agar) che si ricava dalle alghe marine a cui si aggiungono diversi gusti che puoi scegliere abbinabili ai drink (agrumi, tè verde, crostata di ciliegie, vaniglia). Viene realizzato tutto con prodotti naturali e senza OGM e glutine.

 

 

“È fatto come una buccia di banana. Anche se non viene mangiato e buttato nella spazzatura, si degrada facilmente e può potenzialmente diventare mangime per gli animali” spiegano Leigh Ann Tucker e Chelsea Briganti, le inventrici di Loliware.

 

Esistono poi le cannucce biodegradabili, a base di mais e riso, senza OGM, completamente gluten free.

 

“Le cannucce di plastica sono tra le principali responsabili dell’inquinamento, così con l’approvazione della direttiva europea sulla plastica, entro il 2021 moltissimi prodotti verranno finalmente eliminati.”

 

Un esempio? Ti presento Canù, la cannuccia biodegradabile realizzata e prodotta dalla dalla Cooperativa CAMPO di Fossombrone, nelle Marche, attiva nel biologico da oltre 40 anni.

 

 

 

 

“Canu è stata testata in laboratorio e i test effettuati hanno confermato che rimane intatta dopo un prolungato utilizzo, non si percepisce il sapore della pasta nel momento in cui si aspira la bibita e non viene alterato il sapore di ciò che si sta bevendo. Canù si può mordicchiare, mangiucchiare, masticare senza problemi.”

 

E poi quale altre azioni adottare? Eliminare gli sprechi alimentari! Le bucce, i gambi, le foglie dei frutti e delle verdure, perchè buttarle? Che senso ha? Sono buoni elementi per essere usati nel drink, dalla guarnizione alla produzioni di elementi che possono e riescono ad arricchire il drink, conferendo note e sfumature di gusti ulteriori agli ingredienti base. Questo in cucina gli chef stellati lo fanno ormai da anni, e allora perchè non trasportarlo anche nel mondo della miscelazione?

 

 

Un esempio italiano si trova a Bologna in via della Braina 11 presso il cocktail bar Scarto, dal nome si comprende subito la sua filosofia, come riferiscono gli stessi ragazzi al locale: 

 

“Da Scarto cercheremo di ridurre lo spreco prolungando la shelf life dei prodotti” spiega Carsten “Per esempio trasformando le materie prime attraverso fermentazioni, essiccazione, conserve”.

 

 

 

Se queste funzionali e concrete azioni fossero messe in opera da tutti i cocktail bar e bartender del mondo, ci sarebbe davvero una differenza. 

 

Allora perchè non iniziare fin da oggi?

 

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