Chiusure ferree in tutta Europa e non solo. Ristoranti, caffè, bar, pasticcerie ed altri servizi commerciali chiusi dopo le ore 18:00. Coprifuochi sparsi e persone libere di circolare solo tra le mura domestiche … 

 

Cosa ha portato e sta tutt’ora portando all’economia del settore della Ristorazione & Bar? 

 

Chiaramente gravi deficit di bilancio, perdite di incassi che non vengono colmate con la sola attività diurna, anche perchè molte attività aprono proprio dopo le 18:00…

Insoddisfazione e frustrazione tra i dipendenti senza lavoro o con un lavoro che è sicuramente meno gratificante: manca il fattore umano, la condivisione con le persone e tra le persone che popolano un bar ed un ristorante. 

Con le misure poi del Dpcm di novembre si sono intensificate le restrizioni, per i paesini ed i comuni di piccoli abitanti in cui si vive di visite da parte di residenti in altri comuni, la situazione dunque è ancora peggio rispetto ad una grande e popolosa città. 

 

Ad ogni modo queste ripercussioni sono ovvie a tutti. Nell’articolo di oggi vorrei focalizzarmi su nuovi fenomeni, anche per dare una luce di speranza positiva, che si sono creati in tutto il mondo, andando ad articolare la ricerca su più mercati. 

 

PRIMO FENOMENO: salgono i consumi domestici 

 

 

Negli USA sono cresciuti, da marzo 2020, con notevole importanza i consumi alcolici in casa, con una predisposizione a preferire alcune tipologie di bevande piuttosto che altre, tra cui: i “ready to drink” per esempio detengono il 6% delle quote di mercato, gli hard seltzer e i cocktail in formato lattina (tra cui la Truly e la White claw) seguono in ordine di preferenza. 

 

  • L’Iwsr stima che il segmento ready to drink entro i prossimi 5 anni riuscirà superare la quota di mercato di tutti gli altri spirits. Oggi i ready to drink valgono la bellezza di 8 miliardi di dollari e nel 2019 sono cresciuti di ben +50% in volume. Anche in Italia questo prodotto si sta facendo strada, non con i valori del mercato USA, ma sono sempre di più le aziende che decidono di investirvi e che stanno sperimentando e lanciando sul mercato nuove allettanti confezioni di drink “pronti per essere serviti e bevuti”. 
  • Un altro prodotto, sempre negli USA, che è in forte crescita è il vino, con la categoria preferita: gli spumanti. 
  • Crescita favorevole anche per la birra, nello specifico quelle artigianali premium e locali sono le predilette. Non male anche per le birre analcoliche. 

 

SECONDO FENOMENO: l’e-commerce 

 

 

In Germania è cresciuto l’uso dell’ecommerce per l’acquisto e il consumo di spirits a casa, tra cui gin, whisky e ready to drink. La birra è rimasta sofferente per via dell’assenza di festival e manifestazione che ne fanno la protagonista della giornata. 

In Italia diverse sono le app ed i siti web in cui si può acquistare distillati, kit di preparazione cocktail o ready to drink. Tuttavia la cultura del bere viene inteso ancora molto come scambio conviviale tra amici e come consumo fuori casa e non indoor. 

 

TERZO FENOMENO: aspetti psicologici sulle persone 

 

 

Gli psicologi e gli psichiatri stanno in osservazione…Tutta questa ansia e paura di contrarre il virus, giustamente, che cambiamenti porterà nella visione futura e nei comportamenti sociali dell’essere umano? Si vedranno, o si vedono già, dei cambiamenti importanti sulle continue e ripetute azioni per essere sicuri di essere igienizzati, sanificati e protetti a sufficienza, sia dal virus sia dalle altre persone. Questi atteggiamenti ci cambieranno per sempre o solo per un breve-medio lasso di tempo fino a quando a questa emergenza sanitaria si porrà la parola “FINE”? … Ancora non sappiamo dare risposta a questa domanda. 

 

QUARTO FENOMENO: più solidarietà tra le persone 

 

 

In generale si assiste ad una maggior unione, almeno in Italia e magari non in tutti i settori, ma le persone più colpite e sofferenti, proprio come il comparto Ho.Re.Ca, si uniscono e si sono fatte sentire per chiedere aiuti allo Stato in primis e per capire insieme come vernirne fuori, con idee originali, nuove e soprattutto supportate da tutti. 

Ne è un esempio eclatante il progetto “Cucine Solidali” indetto dai ristoratori e cuochi di Torino. Un progetto nato lo scorso marzo 2020 per aiutare i più bisognosi della città, distribuendo così oltre 35 mila pasti a scopo caritatevole. 

 

“Lo definirei un movimento anarchico: ci autogestiamo. Io compilo i turni di volta in volta e stabiliamo un calendario per la distribuzione dei piatti, di cui si occupano la Croce Verde e i Taxi Solidali Torinesi. Soprattutto in un momento simile, dobbiamo prestare attenzione alle esigenze concrete della comunità e renderci utili per sostenere chi non ha le nostre stesse risorse”, dichiara Andrea Chiuni, executive chef dei ristoranti Tre Galline, Tre Galli e Carlina.

 

Scopri di più sul progetto Cucine Solidali qui: https://www.cucinesolidali.it/ 

 

 

 

Si vedono sofferenti invece i seguenti canali e prodotti: 

 

  1. Il vino è sofferente per la mancanza di fiere, come in Francia (Wine Paris e Vinexpo) o per mancanza di flussi turistici, come in Spagna. Tra i vini più sofferenti quasi in tutto il globo si mostra lo champagne e spumante, che sono per l’appunto vini da cerimonia. 
  2. L’e-commerce è vero che cresce ma a margini di consumo ridotti per la maggior parte dei paesi, come per il Sud Africa ed il Messico. 
  3. Chiaramente il settore Ho.Re.Ca continua a soffrire come già detto sia per la perdita di ore fruibili di commercio al pubblico (mancanza delle ore notturne per frequentare i locali), sia per la mancanza di flussi turistici. 
  4. Cresce una particolare attenzione verso i prodotti meno cari per via del calo dei redditi dei cittadini.

 

 

Il 2021 è vicino… Vedremo come si riprenderà il nostro settore. Per ora, forza a tutti gli attori del nostro comparto!