Qual è la relazione tra donna e alcolismo?

 

La storia dell’alcol e della sua regolamentazione è antichissima! Sappiamo infatti che le prime produzioni di bevande alcoliche risalgono a migliaia di anni prima della nascita di Cristo. Nell’antico Egitto poi si fabbricava e consumava birra già intorno al 3000 a.C…. 

In questo articolo però non parleremo dell’origine dell’alcol, ma della figura femminile nell’evoluzione storia dell’alcol. Partiamo!

 

Le bevande alcoliche hanno sempre fatto parte della cultura dei popoli, soprattutto hanno avuto un ruolo importante nelle pratiche religiose. Nel 1794 risale una prima sommossa passata alla storia come “la ribellione del whisky“ per protestare contro la tassa sui liquori imposta dallo Stato, ma l’epoca che più caratterizza la “guerra all’alcol“ ebbe inizio nel 1871 nello Stato del Maine negli Stati Uniti d’America.

Questa breve e concisa premessa è doverosa per introdurre la figura e il ruolo della donna nella tematica alcol e alcolismo. Infatti, i più importanti movimenti proibizionisti furono proprio guidati dalle donne, come il famoso “Women’s Christian Temperance Union” (WCTU), fondato nel 1870 per diffondere il pensiero proibizionista tramite l’istruzione e la Chiesa introducendo una cultura dell’astinenza. La maggior parte dei membri di tale movimento erano appunto donne. 

 

 

Le gravi problematiche dell’800

 

La storia del consumo dell’alcol segue di pari passo lo sviluppo industriale e sociale degli Stati Uniti d’America. Nel 19° secolo infatti, rum, whiskey ed altri liquori divennero sempre più accessibili sul larga scala, in alcune contee si arrivò ad un consumo equivalente a 30 bottiglie di whiskey l’anno per ogni adulto, numeri da capogiro! Le spese totale che gli americani sopportavano per l’acquisto e il consumo di alcol all’epoca era di gran lunga pari all’intero budget del governo federale.

Va da sé comprendere le grosse ripercussioni e conseguenze di tale fenomeno, generando una nazione di mariti, padri e fratelli ubriachi che spendevano interi stipendi del loro lavoro in saloons o shops per bere, abbandonando donne e bambini vittime di maltrattamenti, abusi e violenze.

Tale comportamento, più prettamente maschile, quello di consumare alcol in grande quantità all’epoca, stava anche diventando negazione della stessa mascolinità, in quanto gli uomini che spendevano tutti i loro soldi nel saloon non erano in grado di provvedere alle esigenze familiari.

 

 

Ecco che nascono i primi movimenti proibizionisti

 

Dagli anni 50’ dell’ottocento in poi ci furono grandi risvegli dal punto di vista culturale e politico, come la battaglia per il diritto di voto alle donne. Nacquero molti movimenti religiosi a stampo riformista per sostenere cause morali come l’alcolismo, ma anche l’abolizione della schiavitù.

Le donne si misero in prima linea per la battaglia contro l’alcolismo. L’alcol a quegli anni divenne il capro espiatorio di tutti mali della società americana, si diceva infatti che una comunità pura, astemia e morigerata e soprattutto cristiana non avrebbe mai permesso la schiavitù, senza l’alcol infatti non ci sarebbe stata povertà, violenza domestica o prostituzione. Così in poco tempo la soluzione per i problemi del paese divenne il proibizionismo.

 

 

Il Women’s Christian Temperance Union

 

Il Women’s Christian Temperance Union simboleggiava all’epoca più di tante altre forme la lotta femminile contro il consumo di alcol. Nato nello stato dell’Ohio in forma spontanea di protesta da e con Eliza Jane Thompson, figlia del Governatore dell’Ohio Allen Trimble, lo scopo di tale movimento era la lotta con l’alcolismo dilagante. 

La storia di proteste e richieste di regolamentazioni continuò per parecchi anni, arrivando al 19° secolo. 

 

 

Nel 19° secolo cosa successe?

 

Il 18º emendamento e il Volstead Act rappresentarono una grande vittoria del movimento Temperance Movement dell’Anti-Saloon League, definendo però un nuovo spartiacque. L’ideale della donna casalinga con il dovere di proteggere il marito violento e ubriaco nonché i suoi figli e se stessa, non aveva soltanto l’uomo come rivale ma anche una nuova figura femminile: la donna emancipata.

La donna emancipata ed urbana condivideva con gli uomini lo svago del bere, visitando abitualmente speakeasy, club e caffè, creando come conseguenza l’approzionazione e la strumentalizzazione di un tipico comportamento mascolino, ovvero il consumo di alcolici, per la sua emancipazione femminile nella società del XX secolo. 

Le donne ormai non erano già più unite nel combattere il consumo di alcol ed infatti molti furono arrestate in operazioni di anticontrabbando, sia come membri di organizzazioni criminali o anche proprietarie bariste in speakeasy tutto il mondo.

 

 

Il 21° emendamento e la modernità 

 

Il 21º emendamento emanato nel 1933 abolì il 18º emendamento e il Volstead Act, riconoscendo di fatto come il proibizionismo fosse in realtà fallito nel nel suo tentativo di eliminare l’alcolismo dalla società.

Nel 1935 due alcolisti, Bill Wilson e Bob Smith, fondarono il gruppo “Alcolisti Anonimi“ che oggi conta milioni di membri in tutto il mondo. Il proibizionismo dunque non funzionò e il tentativo di vietare per legge certe sostanze continua ancora oggi essere una soluzione fallimentare.

 

L’alcol e le donne oggi 

 

Dopo tutto lo scenario storico, in cui abbiamo notato forme di ampio contrasto dal pubblico femminile per combattere la piaga sociale dell’alcolismo, arrivando poi a definire come queste proteste siano state vinte da una società che per forza di cose evolve ed abbandona certi pensieri, arriviamo a fine articolo a descrivere con qualche numero il rapporto esistente odierno tra l’alcol e le donne.

 

 

L’osservatorio sul fumo, alcol e droga dell’Istituto Superiore della Sanità evidenzia un allarme importante per la crescita in aumento del consumo di alcolici da parte del pubblico femminile. Negli ultimi anni infatti questo fenomeno è diventato di rilevanza sociale, il consumo dell’alcol negli ultimi 5 anni è aumentato del 104% nella fascia di età che va tra i 14-17 anni e del 50% tra i 18- 24 anni.

Si potrebbe constatare che i motivi dell’aumento dell’etilismo femminile non sono facilmente rilevabili, essendo confinati nel privato o mascherati per l’elevata riprovazione sociale. 

 

“Come è stato evidenziato da Emanuele Scafato (Responsabile nel settore alcol nell’Ossfad) la donna impiega un tempo più limitato dell’uomo per diventare un alcolista e, per la maggior vulnerabilità dell’organismo femminile nei confronti dell’alcol, condizione questa determinata dalle diverse modalità di assorbimento gastrico, sviluppa molto rapidamente le complicanze epatiche e psichiatriche collegate all’abuso. La mortalità alcol-correlata in una fascia d’età compresa tra i 30 e i 34 anni è oltre 3volte superiore rispetto all’uomo. Oggi si calcola che il numero delle donne alcoliste corrisponde a 1/4 di quello degli uomini e la percentuale di ricoveri fra le donne etiliste è triplicata. I numeri variano molto tra i vari paesi e regioni, tanto che negli Stati Uniti alcuni studiosi dicono che 1 etilista su 2 è una donna.” 

 

 

I motivi dell’etilismo femminile? 

 

Gli studiosi pensano che i motivi dell’abuso di alcol femminile possono essere collegati a uno smarrimento di ruoli e speranze tipico della fascia d’età dei 40, dove i figli sono ormai grandi e si allontanano, il marito si interessa poco e la donna è meno oggetto di attrazione sessuale e non è più impegnata a costruire la propria famiglia. Alcuni studiosi pensano infatti che la professione di casalinga possa maggiormente influire sull’alcolismo, soprattutto quando questa condizione lavorativa sia stata imposta da motivi familiari o economici. È elevato anche il numero di alcoliste fra le pensionate

Infine, è stato riscontrato che le donne etiliste sono in numero maggiore tra le donne sposate, proprio a causa delle incomprensioni con il coniuge. Anche la vedovanza è un fattore predisponente.

 

Se ti piace la storia e vuoi scoprire di più su questa tematica leggi anche “Evoluzione storica dell’uso degli alcolici” 

 

 

 

Fonti: 

https://www.vittimestrada.org/Documenti/pdf/TesiDiLaureaA.Culotta.pdf

https://www.ceraunavoltalamerica.it/2020/01/il-proibizionismo-centanni-dopo-movimenti-femminili-il-suffragio-universale-e-la-lotta-allalcol/