Nell’articolo intitolato “Nel futuro ci sono bitter e amari!” abbiamo scoperto l’origine e la differenza tra bitter e amari. Oggi proseguiamo la narrazione sulle tipologie di bitter. 

 

Cosa sono i bitter e come si usano: una breve descrizione

 

I bitter sono strettamente correlati alla storia degli amari e degli elisir di stampo medievale, originari entrambi dalla tradizione farmacopea antica. I moderni bitter sono stati inventati relativamente in tempi recenti, non da monaci e frati ma proprio da farmacisti, dottori o speziali nei primi anni dell’Ottocento. 

Il consumo edonistico dei bitter, quindi non per uso farmacologico e terapeutico, inizia attorno alla seconda metà del XIX° secolo, nell’epoca definita come “Golden Age” dei cocktail americani. Da questa epoca nascono infatti diversi drink famosissimi come l’Old fashioned, il Manhattan, il Martinez ed il Sazerac, con i primi usi dei bitter in poche gocce. I bitter, grazie alle proprietà amaricanti, conferivano infatti un tocco unico e magico ai cocktail, rilasciando delle particolari caratteristiche olfattive. 

 

 

Quanti e quali bitter esistono oggi nel mercato? 

Scopriamo insieme alcune tipologie di bitter esistenti e le loro caratteristiche.

 

Amadivo Bitter Vino: un bitter a base di vino presente nel mercato italiano, il principio amaricante del bitter di vino deve essere genziana o genzianella, a differenza del vermouth che usa l’artemisia. Ispirato ad un antico liquore abruzzese con base genziana, Amadivo nasce come aperitivo amaro, che stimola l’appetito lasciando al palato una piacevole sensazione amaricante. Da qui il suo nome, Ama da Amaricante e ivo da aperitivo: Amadivo.

Angostura: il bitter aromatico conosciuto in tutto il mondo ed usato in gocce dai barman per aromatizzare i drink. Nel 1824 Johann Gottlieb Benjiamin Siegert mise a punto la ricetta del bitter chiamato in origine “Amargo Aromatico”. Chiamato poi Angostura, il prodotto divenne famoso fra i marinai dei porti di tutto il mondo, poiché lo usavano per curarsi. Il successo di questo bitter fu con la creazione di un signature cocktail della Marina Reale Britannica, la quale aveva somministrato il bitter amaro con il Plymounth Gin per rendere più gradevole il sapore. Ne uscì così quello che fu definito un Pink Gin, diventando il drink ufficiale della Royal Navy. 

 

Aperol: appartiene alla famiglia dei bitter da aperitivo, fu inventato dalla famiglia Barbieri di Padova. Alcuni dei suoi ingredienti sono la genziana, il rabarbaro, le scorze di arancia, bilanciati opportunamente allo zucchero. Con i suoi 11° gradi alcolici viene definito l’aperitivo meno alcolico del mondo. Il suo grande successo si deve alla pubblicità avvenuta tra gli anni 50’ e 60’ grazie all’invenzione dello Spritz, tanto amato in tutto il mondo. Aperol è stata poi assorbita dal gruppo Campari ed oggi il mercato è pieno di imitazioni del celebre “bitter da aperitivo”. 

 

Campari: presente nella tipologia “liquore amaro” è il bitter di Campari che nacque nel 1860 ad opera di Gaspare Campari, barista e gestore del “Caffè dell’Amicizia” di Novara. In origine questo bitter si chiamava “Bitter all’uso di Hollandia”, nome conferito grazie al successo riscosso tra i consumatori europei. A fine 800’, con la nascita del celebre cocktail Milano-Torino e con Davide Campari alle redini dell’azienda, il bitter iniziò la sua scalata al successo, diventando il re degli aperitivi e dei cocktail in tutto il mondo. 

Martini bitter: nato nel 1872, dopo 8 anni dalla commercializzazione del primo vermouth Martini avvenuta nel 1864. L’etichetta del bitter della Martini & Rossi fu disegnata dai soci dell’azienda e fu meritevole di diverse iconografie e alcune medaglie ottenute ai vari concorsi ai quali l’azienda all’epoca partecipò. L’espansione florida per Martini & Rossi si ebbe tra il 1900 ed il 1907, quando si aprirono nuove filiali, si inaugurarono le famose “Terrazze” dove il jet-set e gli aperitivi a base prodotti Martini facevano da padroni. 

 

 

Peychaud’s aromatic bitter: la storia inizia con Mathias e Charles Peychaud, due cugini in cerca di fortuna a Santo Domingo. Loius Peychaud, figlio di Charles Peychaud, dopo gli studi in medicina, possedeva una farmacia che produceva medicinali farmaceutici preparati con piante aromatiche. Qui nel 1834 vide la luce l’ “American Aromatic Bitter Cordial”, che diventò poi Peychaud’s Bitter. A questo bitter dobbiamo la nascita del primo cocktail, il Sazerac. 

 

 

 

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