La chiamano “Vermouth Mania”, tranquilli non è una malattia! 🙂 E’ una passione riscoperta per uno dei prodotti che da anni di tradizioni l’Italia sa fare con eccellenza: il Vermouth. 

Ci sono talmente tanti Vermouth in Italia che ogni mese potresti deliziarti ad assaporarne uno nuovo!

 

Partiamo dalle origini per poi vedere alcuni dei prodotti di maggior tendenza.

 

Vermouth, Vermout o Vermut, si definisce tale se composto da almeno il 75% di vino, dolcificato e aromatizzato in un infusione alcolica composta da varie piante aromatiche, tra cui la principale è l’Assenzio nella varietà Pontico e romano.

Il grado alcolico del vermouth varia a seconda delle tipologie di prodotto, Bianco, Rosso, o Rosè che devono contenere 130 g di zucchero per litro ed un grado alcolico non inferiore ai 14,5.

Nel 2017 è stato approvato il disciplinare che tutela il Vermouth di Torino, che ha dei criteri più restrittivi rispetto agli altri vermouth. 

 

Breve storia delle origini 

 

Le prime notizie sui vini aromatizzati si trovano in epoca ellenica, citate anche da Aristotele  (384-322 a.C) e consacrate negli scritti di Apicio (25 a.C-37d.C). 

 

Nel periodo rinascimentale poi ci sono state due città che si sono affermate per la produzione di liquori in Italia, Firenze grazie a Caterina de’ Medici che poi ha portato il sapere dell’infusione a Parigi, e Venezia che attraverso la sua potenza mercantile era in grado di approvvigionarsi di ogni genere di spezie dall’Oriente. 

 

Il vermouth come lo conosciamo noi oggi fu inventato nel 1786 a Torino da Antonio Benedetto Carpano, che si ispirò ai vini a base di assenzio, vini che erano molto popolari in Germania, Francia e Gran Bretagna. Il vermouth fin da subito fu un prodotto che divenne uno status symbol nei primi anni del 900’ consumato dall’aristocrazia. Piacque molto e divenne noto velocemente, infatti passò da essere un prodotto artigianale ad industriale con maggior cura per la qualità offerta, grazie anche all’avvento della distillazione ed al perfezionamento delle tecniche di infusione delle erbe. 

 

Quali sono oggi i vermouth di maggior tendenza?

 

 

Riserva Carlo Alberto che da anni simboleggia i ricchi piaceri del bere bene, grazie alla storia e alla scoperta della profonda ricerca consapevole intrapresa nelle famose Grotte dell’Alchimia di Torino. La ricetta usata è ancora quella del 1837, anno in cui Tumalin Bartolomé Baracco de Baracho si procurò le basi della ricetta del vino aperitivo che il cuoco di corte preparava per il Re, studiando così una sua personale ed esclusiva produzione che continuò per 200 anni. La Riserva Carlo Alberto viene prodotta con due vini DOCG piemontesi: il Moscato d’Asti e l’Erbaluce di Caluso. Infine il design accattivante della bottiglia riporta all’architettura torinese.

 

 

Berto Vermouth nato da un’idea di Federico Ricatto e prodotto da Antica Distilleria Quaglia, Berto ha recentemente allargato la propria gamma di prodotti per abbracciare in toto l’aperitivo all’Italiana e si è arricchito di Bitter, Aperitivo e Gin. L’unione tra pregiati vini piemontesi, erbe aromatiche, spezie esotiche e zucchero cristallino genera un classico vermouth rosso.

 

 

Trittico Vermouth – Domenis 1898 nasce dalla storica azienda friulana Domenis 1898, inizialmente produttrice di grappa ed ora anche di una interessante collezione di vermouth. Tre sono i vermouth della casa: il Blanc, il Ros e il Rosè, tutti rigorosamente in nome friulano per mantenere ben presente il legame con il territorio circostante.

 

 

Gran Bassano – Poli 1898 è un vermouth prodotto da Poli 1898 a base di Merlot, vino rosso da vitigno francese coltivato fin dalla fine dell’800 nella DOC di cui fa parte la città di Bassano. L’unicità aromatica del Gran Bassano Rosso è frutto di un’infusione magistrale di oltre venti botaniche, fra cui spiccano il cardo santo e l’achillea muschiata, piante caratteristiche dell’area di Bassano, oltre che rabarbaro, vaniglia, pimento, zenzero e liquirizia. C’è anche la variante, il Gran Bassano Bianco a base di Vespaiolo, vino bianco da uve native della DOC di cui fa parte la città di Bassano. 

 

 

Vermouth del Mugello Cremisi, un nuovo vermouth toscano prodotto artigianalmente sulle colline del Mugello. Un prodotto che esprime nella sua interezza l’amore per la Toscana, per le eccellenze italiane e per la qualità. Il Vermouth del Mugello Oro è caratterizzato da botaniche uniche e dall’utilizzo di prodotti di prima qualità, il protagonista principale è lo zafferano, coltivato direttamente in Mugello. 

 

 

 

OSCAR.697, il vermouth ideato da Stefano Di Dio nel 2012 affidandosi al consulente Oscar Quagliarini, bartender di professione, che assieme a David Caon (designer) ed a Oreste Sconfienza (enologo), dopo tre mesi di prove su vari campioni, hanno dato vita al campione codificato con il numero 697. I Vermouth OSCAR.697 sono in versione Rosso, Bianco e Extra-Dry.

 

 

 

Vermouth Del Professore nato dalla joint venture tra Carlo Quaglia, distillatore fin dal 1890 a Castelnuovo Don Bosco, e lo Speakeasy di Roma con il suo Jerry Thomas Project, che hanno prodotto un vermouth che allunga i momenti del pensare miscelato fino alla fine del 1700. In produzione ci sono il Vermouth di Torino Classico, il Vermouth di Torino Rosso, il Vermouth Chinato, il Vermouth Del Professore Superiore a base Barolo. 

 

Questi sono alcuni dei prodotti che si possono trovare, poiché tantissimi sono i meritevoli vermouth italiani presenti sul mercato. 

 

A te piace il vermouth? Come lo preferisci? 🙂