Come si è passati ad intendere il vetro da materiale prezioso a materiale venduto a pochi centesimi di euro al pezzo?

 

Partiamo dalle origini per scoprire la storia del vetro e la sua evoluzione come materiale di consumo quotidiano. 

La storia inizia all’epoca romana ed è associata a Plinio, raccontata attraverso le poche testimonianze rimaste e pervenute fino ai nostri giorni: 

“E’ proprio in questo piccolo litorale (…) che molti secoli fa ebbe origine il vetro. Si narra che una nave di mercanti di soda sia li approdata. I mercanti riversatisi sulla spiaggia cominciarono a preparare le cibarie, ma non essendovi pietra adatta a sostenere il focolare, posero sotto i calderoni dei pani di soda che avevano preso dal loro carico, ma quando li accesero dopo che erano stati impastati con la sabbia, un rivo di nuovo trasparente liquido cominciò a fluire”

 

 

Plinio racconta una versione che è stata messa in dubbio dagli storici, in quanto per la creazione del vetro occorrono alte temperature, seppure gli ingredienti citati nella testimonianza risultassero coerenti con quelli usati per la realizzazione del vetro. 

Altre ipotesi sulla nascita del vetro raccontano di uomini che possono aver trovato pezzi vetrificati di sabbia dopo la caduta di un fulmine che ha fuso gli elementi, questo fatto avrebbe poi dato vita ai primi tentativi di realizzazione del vetro. 

Anche seppur con pochi dati, le prime informazioni sulla scoperta del vetro arrivano da Fenici ed Egizi, furono infatti ritrovati tanti oggetti in vetro nelle tombe faraoniche. 

 

 

La nascita della soffiatura del vetro

 

Proseguono le scoperte e ad oggi ci pervengono le testimonianze che il sapere del vetro ci è giunto tramite le guerre ed i commerci avvenuti in Persia, sull’Isola di Cipro e in Siria. Infatti, circa nel 100 a.C in Siria ha avuto inizio l’arte della soffiatura del vetro, realizzando così bellissime bottiglie per unguenti e altri oggetti usati per le premiazioni in gare sportive.

La soffiatura del vetro avveniva attraverso un tubo di 1,20 mt o 1,60 mt, nel quale il vetraio soffiava all’interno di una palla incandescente di pasta di vetro. Lo faceva poi roteare e lo modellava con un bastone, dando origine a vasi ed oggetti.

 

 

Dall’Oriente a Venezia

 

Con la caduta dell’Impero Romano d’Oriente, molti vetrai si trasferirono all’incirca nella metà del XIII secolo a Venezia, uno dei più importanti centri culturali e nevralgici per i commerci. 

A Murano già nel XII secolo diversi artigiani si stabilirono per la produzione del vetro. Si scelse Murano per non intaccare la città di Venezia da possibili incendi, molto frequenti all’epoca, dovuti alle fornaci del vetro. L’isola di Murano avrebbe così circoscritto l’incendio conservando intatta Venezia e la sua popolazione. Inoltre vi era una ragione di sorveglianza, in quanto i vetrai non potevano abbandonare l’isola se non attraverso l’uso di un permesso speciale. 

 

Le prime lavorazioni industriali del vetro

 

Le prime produzioni industriali se ebbero intorno al 1688 a St Gobain, Francia, oggi è anche il nome di uno dei più importanti leader mondiale del mercato del vetro che produce e distribuisce materiali per l’edilizia. 

A St Gobain fu realizzata la prima lastra di vetro omogenea della storia. Infatti in Francia, a differenza dei maestri veneziani che producevano vetro per il commercio, gli artigiani francesi venivano chiamati dai re e dai nobili al fine di abbellire le cattedrali gotiche della Borgogna e della Picardia. 

Nel 1867 fu creato da Friederich Siemens il forno continuo a bacino che funzionava ininterrottamente per la produzione del vetro. Inoltre nel 1903 vide la luce la prima macchina per produrre bottiglie in serie, con una realizzazione fino a ben 2.500 bottiglia all’ora. 

Il costo tuttavia era alla portata di poche aziende all’epoca, molti erano ancora i produttori di vini e vermouth che usavano le botti per imbottigliare i liquidi. 

 

 

Nel 1925 ci fu la svolta del mercato attraverso l’invenzione degli ingegneri Ingle e Smith, si arrivò infatti ad avere un notevole abbattimento dei costi produttivi del vetro. Molte aziende, soprattutto dopo gli anni 50’, iniziarono ad imbottigliare i loro prodotti in vetro e non più in botti. 

 

 

Epoca odierna e breve panoramica ecologia del vetro

 

Oggi il vetro è largamente utilizzato, soprattutto per il settore degli alcolici in cui si rifiuta l’uso della plastica per esempio per evitare il rilascio di sostanze nocive ai liquidi. Per altri prodotti invece si preferisce usare la plastica per il ridotto costo sul vetro, non avendo cura però di logiche di ecologia e tutela dell’ambiente. 

Il vetro è uno tra i materiali di minor impatto ambientale, poiché può essere riciclato all’infinito. E’ tra i materiali ecologici per eccellenza, si può riutilizzare un illimitato numero di volte e non deriva da materiali inquinanti e può essere generato a sua volta da vetro di riciclo con facilità e capacità di durabilità nel tempo. 

In più, il vetro non ha solo un basso impatto sull’ambiente ma, se viene riciclato, permette anche di contenere le emissioni di gas serra (CO2), risparmiando l’energia e riducendo al minimo il ricorso alle materie prime vergini di natura estrattiva (minerali da cava, come sabbia o carbonati) e chimica (soda).

 

 

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