Come nasce la storia del CIN CIN e perchè usiamo questa espressione per brindare? 

 

La parola “cin cin” è un anglicismo di origine cinese cambiata di grafia perché in realtà è tipica di Pechino e viene scritta “ch’ing ch’ing” = “prego prego”; è una formula interpretata in modo onomatopeico poiché riproduce il tintinnio dei bicchieri. 

 

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L’espressione “cin cin” rappresenta il gesto comune del brindare, che si compie tra due o più persone alzando i bicchieri e scontrandosi tra di loro in segno di saluto e come augurio di fortuna.

 

 

Quando ha origine il brindisi? 

 

Il gesto del brindisi è antichissimo, possiamo risalire al tempo dei Principi assiro-babilonesi, quando levando i calici al cielo, seduti su alti scranni, ringraziavano gli Dei dei favori ricevuti.

Oppure incontriamo questo atto anche nell’antica Grecia usato in forma conviviale durante le libagioni con ricchi pasti e vino. Le coppe di vino ed il brindisi non sono di minor importanza all’epoca romana che, tra banchetti e libagioni da offrire agli Dei, garantiva sempre una ubriacatura per tutti 🙂 

Si dice che all’epoca dell’Antica Roma portare i calici in cielo per brindare fosse un gesto per scongiurare il rischio di omicidio per avvelenamento.

 

 

Oggi come si brinda?

 

Oggi giorno l’atto del “brindare“ rimane una consuetudine conviviale per esprimere amicizia ed affetto nei confronti degli altri commensali. Si può intendere anche come un momento di socializzazione con credenze e tradizioni tra popoli diversi. 

Le locuzioni verbali mentre si brinda cambiano da paese a paese, per esempio un tempo si usava molto il motto “Prosit”, che deriva dal verbo latino “giovare“ e letteralmente tradotto significa “sia di giovamento”, formula tipicamente usata in chiesa durante la Santa Messa. 

 

 

Cin cin!

 

Come anticipato ad inizio articolo, il brindisi di origine cinese “cin cin”, in lingua originale “ch’ing ch’ing” poi tramutato in “chin chin”, si racconta nasca dagli abitanti della costa di Canton, introdotto poi dai marinai europei nel nostro continente in epoca vittoriana. 

L’espressione venne poi accolta di buon gusto nella lingua italiana poiché ha un suono onomatopeico, rappresentando in maniera chiara e semplice il rumore dei calici che tintinnano tra loro quando si brinda.  

 

 

Come si brinda negli altri paesi?

 

In Giappone meglio non usare il termine “cin cin” che non significa brindare bensì “piccolo pisello”! 🙂 

In Inghilterra si usa dire “Cheers!” Oppure “to toast”. 

In Francia “Santè!”.

A Berlino si usa “Prosit” (“prozit”) o “prost”.

In Spagna si usa “Salud”, ma in Catalogna si dice “Salut” ed in Portogallo “Saude”.

In Brasile “Cin cin saude” o “Vida”.

In Venezuela si dice “salud y que dios te quide”, “Salute e che Dio si prenda cura di te”.

In Costa Rica “pura vida”.

In Messico “palante y andale”, che in italiano sarebbe ”andiamo avanti”.

A Cuba “echale a eso”, “mandalo via o buttalo fuori (dal bicchiere)”.

In Moldavia si brinda con “Hai devai” (che si pronuncia: ai devi); in italiano si traduce con “andiamo”.

In Albania “Gezuar”.

In Finlandia si usa “Kippis”. 

In Svezia si dice “Skål!” (“skol”) che letteralmente significa “coppa”.

In Russia prima scagli il bicchiere con cui hai brindato contro un muro poi pronunci “Na zdorovje” (“na zdarofsc”), molto simile al polacco “Na zdrowie” (“na zdrovie”).

 

 

E tu conosci altre espressioni per brindare?