Italia, aprile 2020, siamo ancora chiusi in casa. I bar sono in lockdown, le persone non escono, la liquidità finanziaria continua a diminuire, gli affitti costano, il personale è in cassa integrazione. 

Questo scenario preoccupante è quello che stiamo vivendo in Italia nel 2020 a causa del Coronavirus che sta distruggendo tantissime macro e micro economie. 

Non sono una persona che critica e basta, perciò voglio dare a questo articolo una visione positiva, partendo da uno scenario drammatico e ricordandoci che con il dramma fine a se stesso non si risolvono i problemi. 

 

 

Torniamo dunque al 2019, prima che scoppiasse l’epidemia da Coronavirus, quando l’economia del Food and Beverage e dell’industria Ho.Re.Ca andava a gonfie vele. 

 

Lo dicono i dati del 2019: 

 

  • Il Canale della ristorazione ha totalizzato un +4,34% 
  • Il canale Bar un +3,12%
  • I locali serali e formule notturne un +2,64%

 

Inoltre c’è stato anche un grosso fermento, sempre nel 2019, da parte degli addetti ai lavori, con una forte attenzione verso la loro formazione e la propria crescita personale. Ne è esempio la scuola di bartending di Roma e Milano, “Mixology Academy” che ha registrato infatti un +150% di iscritti ai corsi di settembre 2019 rispetto all’anno 2018 a Milano e un +100% a Roma.

 

Ottimi valori anche per i consumi! Nel 2019, infatti, gli aperitivi alcolici hanno totalizzato un +13,48% a valore ed un +11,50% a volumi.

 

Infine, i superalcolici mostrano delle performance importanti, un +8,25% a valore e +5,37% a volumi. Il Gin (+ 27,15 %) si è confermato come “top bevanda alcolica” più consumata, seguito dalla Vodka (+8%), sono risultati comprensibili poiché questi spirits sono particolarmente indicati per la realizzazione di cocktail adatti a palati con diversità di gusti e di età, dunque per un largo pubblico. 

 

 

Il 2019 è stato chiuso in positivo, anzi in grande crescita. Il 2020 prospettava un anno fiorente, con l’innalzamento di questa straordinaria curva di crescita della produzione e dei consumi del Beverage e del settore Ho.Re.Ca. 

 

Cosa è successo? 

 

E’ successo che un’emergenza sanitaria, diventata emergenza economica, si è riversata come  uno tsunami sull’economia, travolgendo con violenza e spazzando via tutti i ricavi, i profitti, le performance, le risorse, nonché le idee, la motivazione, la voglia e forse anche l’interesse di tante persone nel comparto Food & Beverage. 

 

Ricordiamo i numeri chiave del 2018 che mettono in luce le performance di settore Food & Beverage: 

 

 

  • 140 miliardi di Euro di fatturato 
  • 152,3 miliardi di Euro spesi in prodotti alimentari e bevande
  • 61,9 miliardi di Euro di valore aggiunto
  • Valore di 41,8 miliardi di Euro di esportazioni – di cui 35 miliardi del Food & Beverage e 6,8 miliardi del comparto agricolo
  • Oltre 440.000 occupati coinvolti nell’attività di quasi 60.000 imprese dell’industria del Food & Beverage

 

 

 

 

 

Cosa possiamo fare oggi post Covid?

 

Innanzitutto mi permetto di dire: NON DEMORDERE! Poi passiamo alle azioni concrete, in un’ottica di ristrutturazione dei propri modelli di business, ad esempio se prima il modello adottato da tutti era “A” oggi, che non funziona più, bisognerà capire come il modello A possa interagire con il nuovo modello B o C, o come il modello A debba essere sostituito con il modello B, C, D…

 

Le idee! Ci vogliono le idee!

 

Non possiamo più aspettare che il cliente entri dalla porta, nulla è come prima. Ma non occorre affatto disperarsi, è di certo più utile mettersi a pensare a tavolino e capire come il proprio business e la propria attività, grande o piccola che sia, possa ridefinirsi in un’epoca in cui è OBBLIGATORIO, e sottolineo obbligatorio, ridefinirsi. 

 

 

Innovazione e sostenibilità sono i due pilastri del futuro: perché?

 

Questo concetto si era già espresso e ribadito prima di questa emergenza eco-sanitaria, ma oggi diventa più imprescindibile ed importante che mai. Dettagliamo questi due pilastri più nel concreto. 

 

  • INNOVAZIONE —> E’ fondamentale oggi più che mai sfruttare le opportunità che la tecnologia e l’innovazione ci offrono, al fine di captare e comprendere i bisogni, le preferenze, i gusti dei nostri consumatori, in continua frammentazione ed evoluzione.  L’innovazione si intende non solo tecnologica, ma l’innovazione di business, diversa dall’innovazione di prodotto! Come ridefinire la mia strategia sul mercato al fine di comprendere i desiderata dei miei clienti? Questa è la domanda che dobbiamo porci. 

 

  • SOSTENIBILITA’ —> un valore, più che un concetto, che ancora ad oggi, nel 2020, si tende a sottovalutare, a nascondere, a dire “tanto gli altri non hanno ancora attuato nulla in merito”. No, è sbagliato! Per essere i primi, i precursori di un cambiamento, è necessario agire, per dare un risvolto positivo non solo alla nostra attività, bensì all’intera comunità di riferimento. Essere “sostenibili” significa dare valore a noi ed agli altri, a chi beneficia dei nostri prodotti/servizi, a chi lavora con noi, all’ambiente ed alle future generazioni. 

 

 

 “Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”

(Rapporto Brundtland – 1987)

 

 

In futuro, post Covid nel momento della ripresa economica per il Paese Italia, aggiungerei di introdurre il concetto di INTERNAZIONALIZZAZIONE: apprendendo e restando sempre aggiornati con i nuovi trend e le nuove metodologie usate nei paesi esteri, più avanti dell’Italia per questo settore.  Successivamente occorrerà che l’Italia, fatta di piccole-medie realtà, unisca le forze tra i produttori del comparto, per esportare il valore e le produzioni Made in Italy diventando forti anche all’estero.

 

 

 

Se sei un BAR o un’AZIENDA ed hai piacere di affrontare nel dettaglio questi temi con un esperto consulente di business, possiamo parlarci con piacere! 

Contattami via email a laragazzachebeve@gmail.com

 

 

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Bibliografia articolo: 

Repubblica.it

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Sipotra.it