Cosa è successo al mondo online durante il periodo Covid-19?

Era marzo 2020, eravamo chiusi in casa, un’intera Italia chiusa tra le mura delle proprie abitazioni. I barman ed in generale tutti gli attori del settore Ho.Re.Ca sono stati tra i più colpiti del settore terziario. 

 

I social… l’online… cos’è sto mondo? Come si usa?

Da marzo 2020 forse, e ribadisco forse, qualcosa si è mosso. Il digital forse si sta facendo sentire. Eravamo chiusi in casa con le nostre padelle in una mano che sfornavano piatti succulenti e un telefono sul feed di Instagram o Facebook sull’altra..

Tutti siamo stati costretti a ripensare a certe logiche, a certi processi, a certe strategie che passano necessariamente anche dal mondo digitale. E’ impossibile combattere il cambiamento, il mobile e i suoi collegamenti con il mondo intero attraverso l’uso della magnifica infrastruttura denominata “Internet” fa parte di noi, è l’estensione di noi stessi.

Iniziarono le dirette su Instagram, tutti i barman, o perlomeno molti, in attesa della riapertura dei loro bar iniziarono a postare foto di drink piuttosto che foto delle ristrutturazioni o dei piccoli cambiamenti che hanno apportato ai loro locali, mantenendo vivo l’interesse del loro pubblico, cercando di non farsi dimenticare da loro e standogli vicino anche se in lontananza.  

 

 

E’ proprio questo il senso dei social: condividere e coinvolgere le persone con cui desideriamo restare in contatto. 

 

Aprire un account social non dovrebbe avvenire “perché tutti lo hanno allora lo faccio anche io”, ma perchè abbiamo qualcosa da comunicare ad un pubblico interessato. 

Aprire un account social, infatti, comporta impegno, attenta manutenzione, creatività, talento, tecniche di analisi, risorse che si dedicano a tempo pieno a questa attività. Ecco spiegato il motivo del perché esistono professionisti chiamati “social media manager” e “content media manager”. 

La cura dei contenuti è poi determinata in base ad una prima analisi e valutazione sapendo chi leggerà questi contenuti, ovvero: 

 

  1. Chi è il mio pubblico? 
  2. Cosa interessa al mio pubblico?
  3. Cosa posso postare per soddisfare le sue richieste? 

 

Postare contenuti per “postare” non serve a nulla e non porta interesse a nessuno, anzi è solo uno spreco di tempo e risorse!

 

Questa premessa l’ho voluta fare scrivendo la mia visione da professionista del settore, in qualità di consulente aziendale di strategie di comunicazione e marketing. 

 

Incuriosita dallo scenario italiano, mi sono chiesta: Come ha impattato il Covid-19 nell’uso e nell’approccio dell’online? 

 

 

Come si vede nelle statistiche riportate da WeareSocial e Hootsuite, ad aprile 2020 si descrive la crescita per paese dell’utilizzo di Instagram come strumento pubblicitario, evidenziando l’Italia all’11 posto l’Italia

 

 

Nella chart qui sopra invece, sempre nelle statistiche riportate da WeareSocial e Hootsuite, ad aprile 2020 Facebook advertising si posiziona al 17 posto per l’Italia. 

 

Un po’ di numeri solo sull’Italia per il mondo online: 

 

  • 80.40 MILIONI DI CONNESSIONI ATTRAVERSO IL MOBILE 
  • 49.48 MILIONI DI UTENTI INTERNET
  • 35 MILIONI DI UTENTI ATTIVI SUI SOCIAL NETWORK

 

 

Quali sono i social del 2020 in vetta per l’Italia?

 

  1. Youtube
  2. Whatsapp
  3. Facebook
  4. Instagram
  5. FB Messenger
  6. Twitter

 

I restanti puoi vederli nella chart qui sotto

 

 

Come può un bar utilizzare la Digital Transformation per ottenere dei vantaggi per la sua attività? 

 

  • Sicuramente NON puoi non esserci sui social e nel mondo online con un bel sito e con un buon posizionamento digitale. Esserci per esserci, come ho già scritto ad inizio articolo, non serve a nulla, anzi ti toglie tempo ad altre preparazioni / attività. Esserci ha senso SOLO se lo si fa con criterio e conoscenza di come vuoi comunicare ed a chi vuoi comunicare. 

 

  • Sapere chi è il tuo pubblico (target si dice in marketing). La stima del pubblico non parte da un’intuizione, ovvero guardare alla porta chi entra al bar e come è vestito, ma parte dai dati. Che età hanno le persone che sono interessate al tuo servizio? Che posizione sociale hanno? Che interessi ed hobby hanno? Che stile di consumo possiedono? Sapresti rispondere a tutte queste domande scrivendole in un modello chiamato in gergo “Buyer Personas” ? 

 

  • Conoscere chi sei e i tuoi punti di forza. E’ insensato proporre dei servizi ed offerte di cui non hai le capacità o risorse per farlo. Se non sei bravo nella caffetteria, perchè ostinarsi a fare caffè? Se non hai un cuoco esperto, perchè ostinarsi ad offrire cibo nel menù? Sembrerà banale, ma nello studio di un business conoscere la propria catena di valore (tradotto “chi sei e cosa sai fare bene”) è fondamentale per il successo di un’impresa. 

 

  • Determinare la giusta offerta. Dopo e solo DOPO aver compreso, analizzato, individuato e interiorizzato i tre punti (fasi non facili e per niente rapide) allora puoi pensare a che offerta strutturare per la tua clientela. 

 

  • Monitorare l’andamento della tua offerta ed adattarsi al cambiamento. Direi tra le fasi più complesse, l’analisi dei dati viene eliminata direttamente e si pensa che una volta strutturata un’idea e concretizzata sul mercato non sia necessario, o forse spesso non si ha il tempo per misurare l’efficacia della idea praticata nel mercato. E invece no! Sono proprio i dati a guidare il business ed a riconoscere stili e modi di consumo (data driven), prevendendo ed incontrando così il cambiamento, prima che sia troppo tardi. 

 

 

Questi 5 punti valgono per ogni attività di business (sono stati scritti in maniera riduttiva ma di facile comprensione), sia che si debba studiare strategie online che offline. 

Questo approccio vale dall’apertura di un account social per la creazione di un flusso continuo di contenuti con il tuo target, allo studio pubblicitario di una campagna offline. Due mondi opposti ma che partono SEMPRE da queste domande. 

 

Ti ho dato degli stimoli per sfruttare i social nel modo corretto?

 

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