Tra i vini liquorosi troviamo il Marsala! In quest’articolo andiamo a comprendere le sue origini e le sue caratteristiche. A chi fosse sfuggita l’introduzione che trattava di cosa sono e come si definiscono i vini liquorosi può rileggere il seguente articolo “Vini liquorosi: origini e definizione”.

Ricordiamo che i vini liquorosi sono prodotti composti da un vino base, con un titolo alcolometrico complessivo che non può essere inferiore al 12%, alcol etilico, acquavite di vino e mosto concentrato o cotto.

 

 

Il Marsala: le origini

 

Il Marsala fa parte dei vini conciati e fu il primo vino italiano che ebbe un gran successo a livello mondiale.

Fu diffuso dagli inglesi che erano esperti intenditori di vini liquorosi e necessitavano di rifornire continuamente le corti nobiliari e la ricca borghesia industriale dell’epoca.

La storia con l’Italia e gli inglesi inizia dalla regione Sicilia, che anticamente era un ampio serbatoio di vini alcolici strutturati ed a buon prezzo. 

Si narra che nel 1773 il commerciante inglese John Woodhouse fu costretto causa maltempo ad attraccare a Marsala e qui fu piacevolmente colpito dal vino dolce di una osteria del porto. Il vino in questione era conosciuto localmente con il nome di “Perpetuum”, chiamato così per via del metodo di invecchiamento utilizzato. La botte infatti veniva riempita, una volta in procinto di esaurire, con un vino d’annata. Questo sistema è molto simile al metodo Solera, un processo particolare di maturazione del vino in botte.

 

 

La storia continua…

 

Il commerciante inglese Woodhouse penso che il vino siciliano, vista la sua amabilità e piacevolezza, avrebbe potuto sostituire sia il Porto, sia il Madeira o addirittura lo Sherry. Decise così di imbarcare 50 botti di vino circa, aggiungendo acquavite per preservare le caratteristiche organolettiche, e le portò nel mercato inglese.

Questo vino in Inghilterra inizialmente non ebbe grande successo per via del prezzo basso che induceva a pensare di essere un vino di scarsa qualità. Ma Woodhouse non si arrese e imbarco dalla Sicilia un’altra partita di botti rivendendoli ad un prezzo superiore nel mercato inglese.

Iniziò così la commercializzazione del vino che all’epoca ancora non si chiamava ancora Marsala ma bensì “vino nazionale ad uso di Madeira”. 

La storia ci racconta che il Marsala fu effettivamente il primo vino DOC italiano conosciuto nel mondo. Purtroppo però negli anni successivi alla prima espansione di questo vino, gli inglesi tornarono a preferire i già conosciuti Porto e Sherry. 

 

La produzione del Marsala 

 

Il Marsala Vergine e/o Soleras prende il nome da un particolare processo di maturazione in botte chiamato Soleras, tipico per la produzione dello Sherry spagnolo.

Il metodo Soleras consiste in accatastare botti in tre o cinque file, prelevando il vino pronto dalle botti poste sul pavimento (Solera) a sua volta rimpiazzato da quello delle botti soprastanti (Criaderas), considerando anche il vino perso per evaporazione attorno a 2/3% l’anno.

 

 

Le caratteristiche del Marsala quali sono? 

 

Il Marsala può essere classificato in base al colore, ambrato o rubino, in base al residuo zuccherino, secco o semisecco o dolce, ed infine in base all’invecchiamento e quindi al suo grado alcolico.

 

 

Colore del Marsala:

 

  • Ambrato: il vino finale deriverà da vitigni di vino Grillo, Catarratto, Catarratto Bianco Comune, Catarratto Bianco Lucido, Damaschino, Inzolia. 
  • Rubino: il vino finale deriverà da vitigni di vino Nero d’Avola detto Calabrese, Nerello Mascalese.

 

Residuo zuccherino del Marsala:

 

  • Secco: il vino avrà un residuo zuccherino inferiore a 40 g/l
  • Semisecco: un vino con un residuo tra 40 e 100 g/l
  • Dolce: il residuo zuccherino sarà maggiore di 100 g/l

 

Invecchiamento del Marsala:

 

  • Definito “Fine e Superiore”: con alcol etilico minimo 17 per il Fine e 18 per il Superiore e con un invecchiamento di 1 anno per il primo e 2 anni per il secondo.
  • Definito “Superiore o Riserva”: con 18% vol e 4 anni invecchiamento.
  • Definito “Vergine e/o Soleras”: con 18% vol e 5 anni invecchiamento. 
  • Definito “Vergine e/o Soleras Stravecchio e Vergine e/o Soleras Riserva”: con 18% vol e 10 anni di invecchiamento.

 

 

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