Cos’è il drink delivery e come opera? 

Voglia di un cocktail a domicilio o di preparare uno squisito drink per accogliere i tuoi amici creando una serata speciale? 

Da pochi anni si sta creando un nuovo scenario di mercato e di offerta, ancora non sappiamo che sviluppi avrà, ma sembra essere interessante. Sto parlando del drink delivery, ovvero la consegna a domicilio di cocktail o attrezzature e distillati per la creazione di drink preparati in casa. 

Il food delivery, soprattutto nelle grandi città cosmopolite, funziona alla grande, soprattutto per tipologie di persone che hanno poco tempo o che consumano pasti in maniera facilitata senza cucinare o se hanno voglia di gustare dei piatti di differenti culture e cucine senza dover andare al ristorante. 

Il mercato della consegna a domicilio negli ultimi tempi, soprattutto durante il lockdown dovuto al COVID-19, ha generato un interessante fatturato ed un aumento di domanda presso il consumatore finale.

 

 

Per il food è più facile, dalla pizza agli hamburger, dai sushi al tacos, tutti apprezzano il cibo e trovano un piacere nel consumarlo e spesso hanno la curiosità di scoprire pietanze diverse. Per l’alcol, soprattutto nello specifico per i drink, il mercato si restringe poiché non tutti bevono alcol e non tutti apprezzano il modo di bere l’alcol a domicilio. Molti riferiscono infatti che si perda l’esperienza e il fascino del mondo del bartending, la presenza del barman e le storie che ci racconta viene a mancare nelle ordinazioni a domicilio.

Quando allora possiamo approfittare di farci portare i drink a casa?

Sicuramente quando vogliamo realizzare una reunion o addirittura un party ristretto tra gli amici. Esistono infatti box per le preparazioni classiche, come la realizzazione di un Gin Tonic piuttosto che di un Negroni da servire direttamente nel bicchiere, i cosiddetti “Ready-to-Drink”. 

 

 

In alternativa ci sono i kit di preparazione, con le bottigliette di gin e di tonica per sbizzarrirsi nella creazione di sfumature e gusti personalizzati per un buon gin tonic, per esempio.

È vero che l’esperienza al bar è tutto un’altra cosa ed è sbagliato pensare che si possa sostituire al drink delivery; il bar è un luogo di incontro, non un luogo per “semplicemente bere”. Perciò mi immagino che i bisogni e il target di riferimento per chi vuole consumare un cocktail a domicilio siano completamente diversi dalle necessità ed aspettative di chi frequenta un cocktail bar. 

Lo sviluppo dell’alcol delivery negli USA:

Gli Stati Uniti d’America sono uno dei paesi più sviluppati per la tendenza e il mercato della consegna dell’alcol a domicilio, dal vino al cocktail. Secondo i dati di Slice Intelligence

il fatturato della consegna di alcolici online negli USA è cresciuto del 32,7% dal 2018 al 2019, aumentando ad un tasso medio del 3% mese su mese. Il mese di dicembre inoltre è il mese con maggior fatturato nel 2017, che rappresenta da solo il 12,2% delle vendite annuali.

I dati americani affermano anche che le donne acquistano più alcol rispetto agli uomini, rappresentando il 55,7% delle bevande alcoliche consegnate online. Di questa quota di maggioranza i 56,7% degli alcolici che le donne acquistano online è rappresentata dal vino.

È chiaro che il vino sia in vetta alla classifica degli acquisti online per il mercato degli alcolici rispetto ad un distillato o rispetto ad un drink, poiché il settore del vino è molto più evoluto rispetto ai distillati.

In America ci sono diverse piattaforme per l’acquisto di alcolici e consegna a domicilio di essi, un servizio a titolo di esempio è il portale Drizly, di cui i ricavi sono cresciuti drasticamente di 61,8% nel 2017. 

 

 

Un altro esempio che si può riportare come crescente concorrente diretto di Drizly è il portale Minibar

 

 

Un po’ di statistiche…

Se il mercato americano già aveva dei trend positivi per la consegna domicilio degli alcolici, durante il lockdown per il Covid-19 che ha interessato a livello mondiale tutti i paesi, sono emersi significativi tassi di crescita (nella terza settimana di marzo) descritti dal noto ente di ricerca Nielsen, descritti di seguito:

  • Le vendite di alcolici sono aumentate del 55%
  • Le vendite di liquori e superalcolici sono aumentate del 75%
  • Le vendite di birra sono aumentate del 42%
  • Le vendite di vino sono aumentate del 66%
  • Le vendite di cocktail pronti da bere sono aumentate del 106%
  • Le vendite di birra da 24 e 30 confezioni sono aumentate del 90%
  • Le vendite di alcolici online sono aumentate del 243%

 

“La piattaforma di consegna di alcolici con sede a Boston Drizly ha registrato un aumento delle vendite del 461% rispetto alle aspettative durante la settimana del 30 marzo e ogni settimana questi numeri continuano a crescere. Altre di queste vendite avvengono anche all’inizio della settimana.”

La piattaforma Minibar, che ho citato prima, ha registrato addirittura un aumento del 75% degli ordini e un aumento del 373% dei nuovi acquirenti.

Abbiamo assistito a una diminuzione degli ordini di spumante e champagne perché questo non è un momento di festa, purtroppo”, afferma Lindsey Andrews, co-fondatrice e CEO di Minibar “Un fatto divertente è che la birra Corona non era nelle nostre prime tre o quattro birre, e ora è la numero 3. La gente pensa che sia ironica o qualcosa del genere.”

 

 

I dati di crescita dovuti al lockdown del Coronavirus sono spiegabili poiché non c’erano bar, ristoranti o feste disponibili a cui poter andare. Molto probabilmente le persone si sono dedicate alle attività casalinghe, ovvero mangiare e pasteggiare con un buon vino piuttosto che con un distillato a fine pasto. 

Chissà però se questa tendenza del drink delivery si stabilizzerà, diminuirà o continuerà a crescere anche nel futuro…

E in italia? Dove posso acquistare? 

I dati italiani sono scarsi o quasi assenti, poiché questo mercato è più sviluppato all’estero. Tuttavia ci si rifà alla stima di 17,67 miliardi di dollari previsti per il 2025 per il mercato globale dei ready to drink.

Esempi italiani ce ne sono e sono anche di qualità, per esempio NIO (Need Ice Only) che sono confezione di cocktail in grandi bustine, della misura di un CD, che possono essere conservati a temperatura ambiente e consumati semplicemente servendoli in un bicchiere con ghiaccio o già ghiacciato. 

 

 

Un altro esempio è Spirito Cocktail, il servizio di cocktail delivery nato a Brescia in piena emergenza coronavirus, che associa i cocktail a uno storytelling dedicato all’Italia. 

 

 

Ci sono poi anche Mr.Bubbles, Meme Cocktail venduti in originali ed artistici confezione di vetro.

 

 

Tanti e tanti sono ancora i ready to drink o l’offerta di kit per la preparazione di cocktail a casa che si possono trovare sui portali di acquisto e consegna a domicilio, utilizzando il famoso Deliveroo per esempio, oppure la piattaforma specializzata italiana chiamata Winelivery, fondata da Francesco Magro e Andrea Antinori.

 

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Fonti: 

https://www.vox.com/the-goods/2020/4/15/21219860/alcohol-delivery-coronavirus-liquor-store

http://www.rakutenintelligence.com/blog/2018/proof-of-purchase-online-alcohol-delivery-grew-32-7-percent-in-2017 

https://www.statista.com/statistics/971643/online-alcohol-delivery-market-share-us/