Si parla di … Liquori! Ma non quelli italiani, bensì quelli della tradizione anglosassone! Li conosci?

Il primo liquore che vorrai trattare lo avrai bevuto chissà quante volte .. si tratta del… Baileys 🙂 Ovvero, la CREME DI WHISKEY per meglio dire. E’ un liquore recente, con un origine che si fa risalire al 1974. Nasce in casa con l’usanza inglese di impiegare la panna per creare un bevanda, miscelata appunto con il whiskey, con un po’ di vaniglia e del caramello per il tocco di dolcezza.

Passiamo poi al Drambuie, un liquore anch’esso a base di whisky scozzese delle Island. Ci sono storie controverse sulla nascita di questo liquore, ma si dice che risalga addirittura ai tempi del nobile principe Charles Stuart. Dopo la battaglia di Culloden, il principe Stuart decise di rifugiarsi presso la corte scozzese dei Mac Kinnon e per ringraziare la famiglia per la generosa ospitalità, li omaggiò del liquore che aveva sperimentato presso l’isola di Skye.
Si racconta anche che il titolare di un hotel sull’isola di Skye, un certo sig.Ross, si impossessò della ricetta del liquore che era arrivata alla corte dei Kinnon. Ross iniziò così la sua produzione del DRAMBUIE che fu portata avanti dalla moglie vedeva, una volta morto Ross.

Ultimo liquore anglosassone che conosciamo oggi è l’IRISH MIST, il primo liquore prodotto in Irlanda ed usato a scopo terapeutico per curare il raffreddore. Preparato con miele , erbe e spezie ancora oggi come riporta la ricetta originale. Il consumo era dopo il pasto, in miscelazione e soprattutto da parte di un pubblico femminile.

 

 

 

 

Squisiti piatti di molluschi serviti ad avvocati ed a banchieri nella frenetica Londra che si fermavano in pausa pranzo da James Pimm’s nel 1823, titolare di un chiosco di ostriche in centro a Londra. James non voleva lasciare a bocca asciutta i suoi clienti, così a fine pasto serviva un liquore digestivo a base di gin, chinino e erbe, diventando il “Tonic to aid digestion”. Questo digestivo poi fu commercializzato dopo 20 anni creando il  PIMM’S N°1 che conosciamo e beviamo noi oggi, ampliando anche la produzione con il N° 2 a base whisky, il N° 3 con il brandy, fino ad arrivare al N° 6 con la vodka.

Anice stellato, arance, mandarini, mandorle, miele, erbe e spezie con il whisky invecchiato originario della Scozia, parliamo di un liquore poco conosciuto in Italia, il GLAYVA!

Miele e farina di avena mescolati al whisky per l’ATHOLL BROSE DUNKELD, un liquore scozzese nato come corroborante e ricostituente dell’organismo. Si narra che la ricetta risalga al 1475 con il conte Atholl che deviò un attacco al re dell’epoca riempiendo le risorgive con whisky, miele e farina di avena… Il popolo distratto dall’ottima bevanda, lasciò da parte la ribellione e si mise il cuore in pace… Questa è la forza di un distillato! 😅

“Il respiro del cervo” tradotto in italiano, di cosa sto parlando? Dell’ultimo liquore della tradizione anglosassone: lo STAG’S BREATH LIQUEUR. Nel 1941 una nave mercantile affondò nell’arcipelago delle Ebridi, con sopra 50.000 casse di whisky, un disastro! C’era anche una cassa di Stag’s Breath, che era il whisky favorito dai residenti di quella zona. Nel 1989 poi, la famiglia Meikles nelle Highland, iniziò a produrre il liquore con questo strano nome, a base di whisky con l’aggiunta dell’idromele.

 

 

 

 

Che ne pensi? Li assaggerai se li trovi al bar? 😉

 

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