Digitale, sanificazione, progettazione degli spazi, sistemi di intelligenza artificiale, innovazione, tutte queste parole sono racchiuse nel cambiamento imposto dal COVID-19 nel settore Ho.Re.Ca. 

 

Come sono stati affrontati questi mesi estivi dalla data della riapertura dei locali pubblici ad oggi?

Moltissimi ristoratori e gestori di cocktail bar, nonché l’ampio settore dell’hotellerie, hanno dovuto adottare misure, filosofie, limitazioni, vincoli, ma anche compromessi con il loro modo di pensare, di approcciarsi al lavoro, di relazionandosi ai propri clienti e con il loro personale di servizio.

 

La sfida, in prospettiva dei mesi futuri in cui dovremo ancora convivere con il virus, verrà superata, o i gestori degli esercizi pubblici stanno facendo ancora fatica?

 

 

Non è facile stare a galla in un periodo in cui domina il caos in una marea di regole e, come uno tsunami, si viene investiti da novità e comportamenti che devono essere interiorizzati e che cambieranno, e stanno già cambiando, la forma mentis di ognuno di noi e di conseguenza il modus operandi. 

Per non farci prendere dal panico e non disperdere ulteriori energie è importante affrontare il cambiamento con logica e consapevolezza, avendo coscienza dei propri limiti e affidandosi ad esperti qualora non si raggiunga l’obiettivo desiderato.

 

Quali sono dunque i pilastri fondamentali del cambiamento che ha portato il COVID-19 al settore Ho.Re.Ca? 

 

RIDEFINIRE GLI SPAZI: il virus ha imposto a tutti gli esercizi pubblici un ripensamento delle proprie superfici e degli oggetti che sono condivisi dal pubblico. La necessità rimane sempre la stessa: assicurare condizioni di sicurezza per il proprio staff di lavoro e per i clienti che frequentano il locale. In quest’ambito sono già intervenuti designer e progettisti per ristrutturare e concepire nuove definizioni e nuove tipologie di esperienza negli esercizi aperti al pubblico, come bar, hotel e ristoranti.

L’esperto sociologo e presidente del Future Concept Lab, Francesco Morace, dichiara: 

 

“Sarà necessario progettare e produrre scrivanie, tavoli e ambienti che assicurino un distanziamento che non è sociale, ma piuttosto un diverso respiro attorno a noi, che porta a un avvicinamento psichico ed emozionale. Questo è un elemento decisivo per una nuova visione progettuale e produttiva: possiamo definirlo un decongestionamento degli spazi, anche attraverso un tempo programmato e contingentato“.

 

 

IL DIGITALE COME FACILITATORE: la tecnologia viene valutata e rivalutata come elemento abilitante e facilitatore per le esigenze di qualità della vita dell’essere umano. I sistemi di pagamento per il take away, piuttosto che scannerizzazione di qrcode per lettura di menu digitali, o ancora l’utilizzo di applicazioni mobile per la relazione tra cliente ed esercizio pubblico e per effettuare le prenotazioni al bar piuttosto che al ristorante sono all’ordine del giorno.

La tecnologia deve essere vista come uno strumento che facilita l’approccio di lavoro e il comportamento verso la clientela, non come uno strumento alternativo e sostitutivo dell’essere umano.

Le strumentazioni digitali inoltre favoriscono il processo di innovazione resa necessaria in questo periodo storico di cambiamento del mercato. Il rilancio delle proprie attività è reso possibile solo se ci si RINNOVA. 

Luca Vivanti, Ambassador di Ainem e Digital Innovative & Strategical Marketing for SME’s Consultant ha dichiarato: 

 

“Tutto il comparto Ho.Re.Ca si dovrà impegnare in questo senso. Non solo pensando a nuovi tempi dell’offerta, e all’introduzione di turni. In alcuni momenti della giornata, la domanda sarà comunque altissima. Ecco allora che l’unica via sarà quella di app e digitalizzazione dei sistemi di prenotazione“.

 

 

SANIFICAZIONE E SICUREZZA: anche per questa importante tematica, che stressa molti operatori del settore perché li costringe ad una precisione ed elevata attenzione per la pulizia e la sanificazione di tutti gli spazi usati dalla clientela, potrebbe arrivare in aiuto la tecnologia e l’intelligenza artificiale. 

Si può optare per sistemi di pulizia automatici, riducendo anche il costo del personale ed il tempo dedicato a questa attività che potrebbe essere utilizzato per la cura del cliente, e si eviterebbe di sprecare acqua ed energia. Esiste infatti l’app proprietaria di Gruppo Cimbali, una macchina automatica con controllo da remoto che riduce il contatto tra persone e prodotti. 

L’uso di materiali facilmente igienizzabili, come il polipropilene, sono valide alternative per facilitare la pulizia in alta frequenza e rispettare filosofie di sostenibilità ambientale, poiché facilmente riciclabile. 

È consigliabile infine preferire materiali che diano una sensazione di igiene e pulizia il cliente, come legno, laminati e metalli, a differenza di tessuti e moquette. 

 

 

FONTI: 

Mixerplanet