La grappa fa parte di una tradizione italiana plurisecolare che accompagna numerose generazioni dal passato, al presente e prospettandosi un lungo futuro.

 

Che origini ha la grappa?

 

Il prodotto nasce da alcol di contrabbando chiamato “distillato di coraggio” perchè serviva per rinforzare i soldati al fronte. La grappa in Italia è parte integrante della storia del nostro paese ed oggi si sta rivoluzionando per adattarsi ai consumi moderni.

 

L’etimologia della parola “grappa“ deriva dal latino medievale “grappolus”, cioè grappolo d’uva. Veniva bevuta dagli alpini italiani impegnati nei combattimenti al fronte per infondere coraggio durante la guerra.

 

 

Nasce come prodotto di scarto utilizzato dalle classi più povere le quali prendevano le bucce del vino, i semi ed i raspi e fermentavano tutto insieme. Nei libri non si fa riferimento ad una zona precisa per la sua origine ma è noto che ci sono aree produttive più importanti, quali il Veneto, il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, il Trentino ed infine l’Alto Adige.

 

 

La grappa, acquavite di vinaccia, ha subito numerosi cambiamenti sia dal punto di vista del prodotto sia dal punto di vista economico e sociale delle distillerie che la producono.

 

Vediamo nel dettaglio il suo cambiamento 

 

Innanzitutto il cambiamento è avvenuto per il gusto della grappa, ad oggi non più aggressiva e ruvida come quella assaporata dai soldati in guerra, bensì morbida, fruttata, speziata e di svariati sapori poiché prodotta con differenti materie prime a seconda dell’estro del distillatore delle diffuse aziende italiane. 

Il Veneto fa da capofila assieme alle regioni del nord con un’ampia produzione di grappe utilizzando le vinacce da vini diversi, come il Cabernet, il Merlot, il Prosecco, il Pinot e tantissimi altri vini. 

Il mercato della grappa per un periodo, negli ultimi anni, è stato relegato ad un consumo limitato, in quanto tantissimi nuovi distillati hanno fatto l’ingresso sul territorio italiano provenienti da mode e culture estere. Tuttavia i distillatori di grappa non si sono persi d’animo e, con studi approfonditi, stanno cercando di capire come riposizionare il prodotto grappa per un consumo diverso, ovvero non più bevuto solamente dopo pasto o come correzione del caffè.

 

 

Qual è dunque il futuro della grappa?

 

I dati del 2019 sull’andamento delle aziende produttrici di grappa italiane riferiscono che il mercato è in crescita. Le prime 10 grandi aziende per volumi vengono aggregate ad un valore pari a 211 milioni di euro di fatturato e crescono tutte con una media di oltre il 6%.

Spiccano in vetta alla graduatoria l’azienda Bonollo Umberto, a seguire troviamo Franciacorta Distillerie, Marzadro, Bonaventura Maschio, Francoli, Nonino, Castagner, Bottega, Berta, che rappresentano le prime grandi aziende di successo italiane in questo settore.

 

Il mercato della grappa italiana va forte all’estero, praticamente quasi il 70% è tutto esportato in Germania, USA ed Asia. Per non perdere la sfida sul territorio d’origine, ad oggi la grappa si sta unendo alla miscelazione, per creare un consumo più allargato e rivolto alle esigenze ed alle tipologie di bevuta attuali. 

 

 

I drink con la grappa! 

 

La recente sfida che sta affrontando la grappa in Italia è miscelarsi ed unirsi al drink, creando un consumo più versatile e fruibile da molti palati. Ecco alcuni esempi di cocktail creati da barman italiani: 

 

BORBOTTO

di Samuele Ambrosi patron del Cloakroom di Treviso

Tecnica: Shake and Strain

Ingredienti: 50 ml di Casta, grappa pensata per la miscelazione

30 ml spremuta di limone

20 ml sciroppo “fatto in casa” alla mela speziata

Gocce maraschino

Gocce Angostura Bitter

Albume

Decorazione: fettina di mela disidratata ed amarena

 

 

IL MYRTINEZ

di Luigi Barberis del Caffè degli Artisti nel centro di Alessandria

Tecnica: Stir and Strain

Ingredienti: 40 ml di grappa Mazzetti 7.0

30 ml di vermouth rosso

10 ml di vermouth dry

1 bar spoon Anisetta

2 dash Bitter alla lavanda

 

 

IL SOUR DEL SOLDATO

di Claudio Carminati, barman del Winter Garden Hotel di Grassobbio (BG)

Tecnica: Shake and Strain

Ingredienti: 40 ml grappa Nardini riserva 40

10 ml Elephant Sloe Gin

20 ml succo di limone

30 ml sciroppo home made al cardamomo

10 ml albume

 

 

GRAMMELOT

di Fabio Camboni bar manager di Kasa Incanto di Gaeta

Tecnica: Build

Ingredienti: 60 ml Grappa Berta Valdavì aromatizzata alla barba di granturco

10 ml liquore Strega

15 ml Sciroppo di mais nero

5 dashes jamaican bitter

Vaporizzata di finocchietto selvatico

Decorazione: Granturco fresco

 

 

ROSA DEI VENTI

di Antonio Landriscina, bar manager di Officine Riunite Milanesi di Milano

Tecnica: Shake and Strain

Ingredienti: 40 ml Grappa giovane

25 ml rosolio al bergamotto

25 ml miele di eucalipto sardo

2 dash Centerbe abruzzese

Decorazione: Lupini

 

(Fonte dei cocktail: Mixer Planet) 

 

 

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