Il Gibson, un cocktail forse che non si vede spesso in mano di un bevitore, o quantomeno di un bevitore comune, viene ricercato da persone che amano particolarmente il gin e che conoscono il gusto e la storia del drink. 

Le sue origini partono dal riconosciuto Martini Cocktail, ponendosi come ennesima variazione su questo grande classico. È un drink particolare e bevuto da un pubblico ristretto poiché è decisamente secco e si avvicina più alla versione di Hemingway del Martini che del classico Martini che tutti conosciamo.

Si distingue per un elemento fondamentale: la cipollina in agrodolce, usata come decorazione del cocktail che spesso si mangia alla fine della bevuta. 

 

Ma come nasce il Gibson? 

 

Si parla del Player’a Club di New York in cui proprio qui fu inventato per l’artista americano Charles Dana Gibson, che gli conferì poi il nome. Tale artista era un grafico noto per la creazione della Gibson Girl, rappresentazione simbolo della bellezza americana dell’epoca. 

Il tutto parti quando l’artista Gibson chiese al barman del locale, tale Charlie Connolly, di migliorare la qualità del rinomato cocktail Martini alla Hemingway. Il barman fu colto alla sprovvista ma dovette presto dare risposta alla richiesta del cliente. Non osando però trasformare una ricetta perfetta e riconosciuta a livello mondiale come tale, ne modificò solo la decorazione, aggiungendo la cipollina in agrodolce.

Resta il mistero tuttavia che non c’è dato a sapere se la cipollina la utilizzò come estro artistico o perché gli mancavano le olive… 🙂 

 

C’è una seconda versione sul Gibson! 

 

Inizia con il pilota aereo della Raf Guy Gibson, che nella notte del 16 maggio 1943 dovette volare per una pericolosa missione sui cieli della Germania a causa di un bombardamento. Gli aerei erano dotati di bombe rimbalzanti che avrebbero sfiorato la superficie delle dighe dei fiumi Mohne e Eder, per poi schiantarsi. Per concludere la missione con tali aerei servirono solo tre bombe. Per tale ragione il pilota, soddisfatto della buona riuscita della missione, una volta tornato a casa decise di aggiungere tre cipolline all’interno del suo drink preferito: il Martini cocktail. 

 

 

Infine abbiamo una storia molto comica che aggiungiamo tra le leggende:

 

La storia inizia con una astemio funzionario statale di nome Gibson che, per evitare di ubriacarsi durante i cocktail party con i colleghi, chiedeva sempre al barman di riempire d’acqua la sua coppetta cocktail e di porre un segno identificativo per evitare errori e scambi di bicchieri. Il segno identificativo usato erano proprio tre cipolline inserite nel drink. 

Fu così che il collega del funzionario, ignaro dello stratagemma, chiese anch’egli la cipollina al barman come decorazione e, trovandolo di suo gusto, iniziò a consumare il Martini cambiandogli il nome ed usando il nome del collega, tale Gibson. 

 

Che storia eh? La conoscevi? 

 

 

RICETTA DEL GIBSON

5,5 cl di Gin

0,5 cl di Vermouth dry

Cipollina in agrodolce come decorazione 

 

PREPARAZIONE: 

Versa gli ingredienti nel mixing glass con ghiaccio, mescola bene e filtra in coppetta già ghiacciata. Guarnisci con cipolline in agrodolce.