Per niente facile devo dire, credo che ci vogliano anni di esperienza e sbagli ripetuti prima di comprendere appieno i prodotti che si ha davanti in degustazione. Un distillato ha una struttura complessa di aromi che sono difficili da riconoscere, soprattutto per certi prodotti più particolari degli altri. Io stessa ora mi trovo in difficoltà durante le degustazioni al Barmaster in Campari Academy, però ho imparato diverse cose che oggi vedremo assieme.

 

 

LA TECNICA DI DEGUSTAZIONE

  1. Esame visivo: si valuta la limpidezza, il colore e la consistenza del distillato.
  2. Esame olfattivo: esamina l’intensità, la complessità e la descrizione dei profumi.
  3. Esame gusto-olfattivo: prende in considerazione due caratteristiche del prodotto, la sua morbidezza (con gli alcoli, i poli alcoli e gli zuccheri) e la sua durezza (con gli acidi, i tannini e i sali minerali).

 

 

COME METTERE IN PRATICA LA DEGUSTAZIONE?

  1. Con l’esame visivo si valuta la TONALITA’ CROMATICA, se il distillato è paglierino, ambrato ecc..
  2. Con l’esame olfattivo invece si esaminano i profumi al naso (attenzione a non ispirare subito dal bicchiere dopo aver versato il distillato, bisogna far evaporare un po’ di alcol etilico all’esterno per evitare che ci dia una botta alcolica che arriva dritta al cervello). Dopo di che, inspirare bene per pochi secondi con il naso dentro al bicchiere e staccarlo per valutare gli aromi.
  3. Infine l’esame gusto-olfattivo consiste in un piccolo sorso per decretare le profumazioni del prodotto sentite in bocca.

 

 

TIPICITA’ DEI PROFUMI

Vi sono tre principali profumi da riconoscere durante una degustazione:

  1. PRIMARI: Tipici della materia prima e propri dei vitigni (traminer aromatico, moscato, malvasia, branchetto ecc..), condizionati dal microclima e dal territorio. Cosa influenza i profumi primari nel prodotto finito? La stagionalità e la lavorazione della materia prima.
  2. SECONDARI: Che si sviluppano con la fermentazione grazie ai lieviti selvaggi e ai lieviti selezionati. Vengono anche essi condizionati, ma dalle mode e dal mercato.
  3. TERZIARI: Sono i profumi che si sviluppano con l’invecchiamento del distillato grazie alla conservazione in botti di legno. Influenzati da?

 

Qualità del legno (tipologie diverse, come rovere, faggio, castagno)

Tostatura delle botti (con sentori di frutta secca, di vaniglia o di cuoio)

Dimensione delle botti (botti grandi o barrique) che condiziona la velocità dell’invecchiamento

Numero di passaggi in botte, da 1 a …

Colmatura finale delle botti

 

 

Spero che ora quando assaggerete un distillato, che sia grappa, whisky o rum o altri, siate più soddisfatti e interessati a farlo con la tecnica che avete appreso

 

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