Nell’articolo precedentemente scritto nel blog ed intitolato “Harry’s Bar di Londra e Roma, gli ultimi prima di Firenze!”, si era proseguito il racconto dell’affascinante mito dell’Harry’s Bar, che da Venezia al resto del globo rappresenta una entità storica ricordata da tutti. 

 

In questo pezzo mi concentrerò solo sulla storia del famoso locale di Firenze, scopriamolo assieme!

 

 

Harry’s Bar Firenze venne aperto nel 1953, il terzo in ordine temporale dopo gli Harry’s visti fino ad ora. Tuttavia è l’unico che ha un legame diretto con l’originale Harry’s di Venezia. Infatti, stile, atmosfera, elementi del menù, tipo di clientela ed eleganza furono presi dal locale di Cipriani e riportati a Firenze. 

 

La storia dell’Harry’s Bar Firenze ebbe inizio con il fortunato incontro tra Raffaello Sabbatini ed Enrico Mariotti con Arrigo Cipriani, al locale in cui i due ragazzi barman all’epoca stavano lavorando, l’Hotel Excelsior di Firenze. Qui, Enrico e Raffaello, dopo una importante gavetta ed esperienza nel settore all’estero, lavorarono fianco a fianco per tantissimi anni e diventarono buoni amici.

 

 

Dopo l’incontro con Cipriani, i due stabilirono una lunga e duratura amicizia, diventando ospiti frequenti e graditi di casa Cipriani e del suo locale a Venezia. Ecco che da qui nacque l’idea di fondare l’Harry’s Bar Firenze. Sabbatini e il suo amico Mariotti, lasciarono il prestigioso hotel per coronare il loro sogno, ovvero l’apertura di un proprio American Bar.

 

Fu così che il 19 gennaio 1953 fu firmato l’atto notarile di proprietà dell’Harry’s Bar Firenze. 

 

 

“L’Harry’s fiorentino avrebbe proposto alcune tipiche pietanze create da Cipriani, come i taglierini gratinati e il Carpaccio, e alcuni cocktail tipici, in primis il Bellini, ma anche il cocktail Martini nella sua sobria variante veneziana.

Anche per l’arredamento furono fatte scelte precise che si ispiravano a quello veneziano. A Venezia ogni dettaglio era stato accuratamente progettato da Cipriani.”

 

Posate, bicchieri, arredi vari, tendaggi, mobilio, sedie e tavoli dovevano ispirarsi al locale di Cipriani, tanto è vero che “ i caratteristici tavolini e le sedie in legno scuro furono fatti realizzare da un artigiano di San Miniato, prendendo a riferimento quelli di Venezia.”

 

 

Tutto era pronto e fu così che l’Harry’s Bar Firenze di via del Parione inaugurò nel dicembre del 1953.

 

Dopo una intensa storia, nel 1964 Harry’s Bar Firenze fu spostato sul Lungarno Vespucci, sede attuale del locale. La scelta dello spostamento, che all’inizio destava dubbi, risultò vincente, ottenendo un locale più ampio, più luminoso e, sempre con gli arredi originali, più adatto all’ora dell’aperitivo. I turisti internazionali, infatti, dopo una passeggiata sul fiume, passandoci davanti, si recavano al locale ed iniziavano a consumare i cocktail della lista.

Il locale, con all’epoca al comando Lio Vadorini, diventò una sorta di istituzione, citato anche nel libro “ Ella, que todo lo tuvo” della scrittrice colombiana Ángela Becerra, che dice:

 

“Quella sera decise di tornare all’Harry’s Bar, sua fluente fonte d’ispirazione. Dopo aver passato intere serate a guardare i commensali, immaginando impossibili storie su di loro, non vi era più tornata. Nel bar c’era Lio Vadorini con i suoi occhiali eternamente appoggiati sulla mascella. La vide entrare e come al solito, senza bisogno che gli venisse richiesto, prese una bottiglia dalla mensola, lo shaker, e cominciò a prepararle quello che lei beveva sempre: un vodka sour. Il locale era pieno di commensali che discutevano di parmigiano

scuotendo le teste e ridendo. Coppie, imprenditori, divorziati, vedovi, risposati, l’animata e focosa società fiorentina.”

 

 

Ecco, questo è Harry’s Bar Firenze, se non ci sei ancora stato ti consiglio di farci una visita e vivere l’atmosfera che si respira …

 

 

Se ti sei perso gli altri articoli, ricomincia dal primo a questo link: HARRY’S BAR FIRENZE, UNA ENTITÀ, MA CONOSCI LA SUA VERA STORIA?

 

 

 

Articolo scritto da La Ragazza che Beve – per Barmanitalia

con il contributo biografico del volume Harry’s Bar Firenze Edizioni Clichy – 2016, scritto da Alessandro Querci e Roberto Focardi